Approvata la legge regionale sulle Terme

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FIRENZE. Via
libera dell'aula consiliare alla Proposta di legge che modifica la disciplina
della coltivazione e dell'utilizzo delle acque minerali, di sorgente e termali.

Il testo
interviene inserendo una specifica disciplina igienico-sanitaria delle acque
termali, con particolare riferimento alle modalità di autorizzazione e di
accreditamento istituzionale degli stabilimenti termali.

Diverse
le  novità introdotte per gli
stabilimenti termali: la possibilità di commercializzazione anche di prodotti
non lega

ti alle
proprietà terapeutiche delle acque termali; la semplificazione degli iter
burocratici per alcune tipologie di modifiche per le quali non è più necessaria
l'autorizzazione, ma è sufficiente una comunicazione; l'aumento del livello
qualitativo;  la distinzione del quadro normativo delle acque delle
piscine terapeutiche da quello delle piscine ludiche.

"Per
rafforzare la nostra azione – ha spiegato Stefano Scaramelli, membro della
Direzione nazionale del PD e consigliere regionale per la Sanità della Toscana
– abbiamo presentato anche una risoluzione con la quale chiediamo che le
concessioni tornino di competenza regionale e affrontiamo il tema del valore
strategico delle città termali".

In
particolare "impegniamo la Giunta regionale a: valutare la possibilità di
prevedere  norme più cautelative e divieti più circostanziati per le aree
in cui quali siano presenti o siano previste attività di carattere geotermico,
così da garantire e tutelare qualità e sostenibilità dell'utilizzo delle
risorse termali; rivedere l'assegnazione delle funzioni amministrative in
materia di ricerca e coltivazione delle acque termali ai Comuni considerando
sia le criticità segnalate, in particolare da piccoli comuni, legate alla
mancanza di competenze e strutture tecniche adeguate per effettuare le
necessarie valutazioni idrogeologiche, sia la possibilità di conflitto
d'interesse che può nascere quando il Comune è sia soggetto richiedente sia
concedente della concessione e i bacini di ricarica delle falde di acqua
termale, in alcuni casi, si estendono in aree che comprendono più territori
comunali; infine, di prevedere un rafforzamento delle attività di promozione e
valorizzazione delle risorse termali regionali, anche con strumenti di
carattere finanziario, recuperando le città termali come identità tipiche
toscane e dedicandogli una tutela particolare, prevedendo, altresì, tra gli
obiettivi di valorizzazione del termalismo il recupero di risorse e
stabilimenti termali esistenti ma non in uso".

Insomma,
riconoscimento delle città termali, distanze minime dai siti geotermici, minore
burocrazia e maggiori standard qualitativi igienico sanitari.

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